Thomas Pagani

Building Expo2015

Expo ha portato con sé migliaia di lavoratori, milioni di visitatori e infiniti dibattiti, come in un'eterna lotta tra il bene e il male, per cercare di convincere il mondo delle sue meraviglie ed infinite opportunità oppure la contrario, per far aprire gli occhi di fronte a corruzione e malaffare. Questa zona a nord-ovest di Milano è abituata ormai da anni a convivere con interminabili cantieri a cielo aperto e stravolgimenti territoriali. I numeri parlano di 1.100.000 mq utilizzati. Ho vissuto Expo con distacco, osservando questa enorme macchina avanzare lenta. Ne sono stato attratto, ma oltre ai grandi edifici più o meno spettacolari progettati apposta per sedurre il pubblico, non ho recepito nessun forte messaggio educativo riferito al cibo, piuttosto è stato il linguaggio pubblicitario ad essere dominante. Di contro, gran parte degli italiani la pensa diversamente. Quello che più importa ora è ciò che ne sarà, che cosa ne sarà di Expo dopo i suoi 6 mesi. Inizio così il mio percorso nelle fondamenta, tra i cantieri, nei primi mesi dalla sua nascita e attendo paziente di capire cosa Milano abba generato.